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03
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06
-2008
Le osservazioni Confedir al "piano Industriale" del Ministro
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Pubblichiamo le osservazioni della Confedir richieste dal Ministro Brunetta.
Oggetto: Piano industriale (Bozza:Primo Progress) sulla Riforma della P.A. (28/05/08).
Come richiesto, la Confedir Le invia le proprie osservazioni analitiche rispetto all’oggetto.
Premessa 1. Si può concordare sul fatto che l’amministrazione pubblica italiana vada riorganizzata e sistematizzata (pag.4), puntando a valorizzarne gli aspetti positivi (pag. 5) ed a contenerne quelli negativi (“età media elevata”, pag.5) nei limiti del possibile. 2. Non siamo d’accordo che i livelli retributivi della P.A. siano allineati a quelli del settore privato: lo sono, certamente (ma non in modo significativo) per i salari d’ingresso delle posizioni non dirigenziali ma non lo sono certamente per la predirigenza e la dirigenza. 3. Vanno identificati, ed effettivamente applicati, specifici indici di produttività per singolo settore della P.A. per individuare le reali criticità del sistema. Nel settore della dirigenza (laddove sistemi di valutazione esistono da anni) le verifiche sono effettuate in modo disomogeneo e casuale. 5. Il principio della responsabilità datoriale è da sempre sostenuto dalla Confedir. Si tratta di trasformare il principio in prassi. Anche nella P.A. la principale risorsa è costituita dalla componente umana cha va adeguatamente formata, motiva e valorizzata.
Punto 1 (Interv. legislativo per ottimizzare il lavoro) 1. La Confedir è, da sempre, favorevole ad una assoluta trasparenza nella SELEZIONE, e nella VALUTAZIONE del PERSONALE: concorda pertanto con le 5 direttrici (merito/valutazione/diritti-doveri/funzioni/contrattazione) delle pagg.16-24. La meritocrazia è un pilastro di una società liberale; va coltivata e premiata, con una valutazione misurata su dati obiettivi e quantificabili. 3. La Dirigenza: la valorizzazione della dirigenza è totalmente condivisibile, purché dalla teoria di questi ultimi decenni si passi ai fatti: valutazioni oggettive e reale valorizzazione del merito sia in termini di carriera che economici (oggi la retribuzione di risultato viene erogata a pioggia ed è quantitativamente scarsa); in modo analogo appare indispensabile valorizzare il personale predirigenziale che svolge compiti sempre più simili a quello del dirigente stesso. 4. Diritti e doveri del dipendente pubblico: spetta alla legge ed ai CCNL la definizione di tali aspetti 2. Contrattazione (Pag.23). L’accordo del Luglio 1993 va rivisto con il concorso di tutte le Confederazioni e non attraverso una trattativa esclusiva con CGIL-CISL-UIL. In particolare l’area della dirigenza dovrà avere un suo tavolo autonomo. Vanno chiariti: a) ruolo della Conferenza Stato-Regioni; b) tipologia della contrattazione di II° livello (regionale e locale) che non può essere univoca per tutte le aree, in considerazione di particolari specificità (SSN, Enti Locali, etc.). L’eventuale riduzione dei comparti va preceduta da una concertazione, perché implica una pesante modifica della rappresentatività sindacale e perché le opzioni possibili possono essere molteplici. Va chiarito il ruolo (e financo la sopravvivenza) dell’ARAN (Pag. 24) e delle Regioni nella contrattazione. Non è ulteriormente tollerabile la prassi di rinnovare i contatti costantemente anni dopo la loro scadenza. E’ indispensabile prevedere precise sanzioni per tutti i DATORI di LAVORO (Stato, Regioni, Enti locali) che non avviino le trattative 6 mesi prima della scadenza e che non le concludano entro 9 mesi dall’avvio.
2. RIORGANIZZAZIONE DELLA P.A. (pag. 28 e seg.)
Il documento prevede 4 azioni: mobilità delle funzioni, qualità, utilizzo degli immobili, finanziamenti accessori. 1. La mobilità delle funzioni va definita attraverso una concertazione tra le parti, articolata per settore. 4. Sponsorizzazione e project financing. Si tratta di percorsi già sperimentati nel SSN, con risultati contrastanti e potenzialmente pericolosi. La razionalizzazione dei servizi pubblici va ottenuta attraverso un meccanismo di consenso, coinvolgendo tutte le Confederazioni della P.A., al fine di evitare inutili conflitti sociali data l’ampiezza e la complessità degli interventi proposti. 3. DIGITALIZZAZIONE DELLA P.A. Vanno integrati in rete i processi informatici di tutta la P.A.: se il “cliente” è sempre lo stesso, i suoi dati debbono essere fruibili ovunque si tratti di INPS, INPDAP, Ministeri, Regioni, SSN, evitando perdite di tempo ed errori…
CONCLUSIONI
Le osservazioni della Confedir al “Piano Brunetta” non possono che essere preliminari, anche se molti punti programmatici sono condivisibili. Si ritiene utile segnalare, anche, la necessità di una concreta semplificazione normativa che consenta alle amministrazioni ed ai dirigenti una gestione più efficace e snella delle attività istituzionali. La Confedir, nella certezza di ulteriori momenti di confronto su specifici temi relativi ai vari settori della PA, si riserva di formulare precise proposte, sia di tipo generale sia attinenti all’area dirigenziale.
Prof. Roberto Confalonieri dr. Stefano Biasioli Presidente CONFEDIR-MIT Segretario Generale Dipartimento PA
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